Google Android entrerà nei Nokia 12 febbraio 2008
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Tra tutte le novità che arrivano dal Mobile World Congress in queste ore una è di particolare rilievo, quella che parla di un accordo raggiunto tra il gigante dei telefonini Nokia e Google, il re del search nonché promotore della piattaforma mobile “alternativa” Android.
In particolare le due aziende hanno concordato di integrare le tecnologie di ricerca di Google sui futuri telefonini Nokia.
Si partirà dai cellulari avanzati del colosso finlandese, quelli della serie N, che proprio ieri si è arricchita dell’N96, ma Google Search dilagherà poi col tempo in tutta la gamma degli smartphone Nokia.
La PSP e` pronta per Skype 31 gennaio 2008
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Si è parlato spesso, nel 2007, della possibilità che Sony lanciasse sul mercato un PSP-phone, ma non ci si è spinti oltre i rumors. Ora c’è però la possibilità di integrare la PSP con le funzionalità di Skype: è stato rilasciato un update del firmware della popolare console portatile che – nella nuova versione 3.90 – consente all’utente della PSP 2000 di collegarsi al noto sistema soft-VoIP.
In virtù dell’aggiornamento – rilasciato per i mercati USA ed Europa – la PSP può così essere trasformata in un client Skype, a condizione di essere utenti registrati del servizio e di agganciare l’access point di una rete WiFi. Per effettuare (o ricevere) conversazioni telefoniche, ovviamente, serve il PSP Headset, cioè l’apposita cuffia-microfono.
Il nuovo firmware supporta inoltre le funzioni voicemail e chat di Skype e aggiunge l’icona per accedere a Go!Messenger, la soluzione sviluppata da Sony Computer Entertainment Europe e BT, disponibile da fine febbraio, che – come Skype – offre la possibilità di effettuare chiamate, videochiamate e chat.
Quest’ultima novità conferma, ancora una volta, la volontà di Skype di inserirsi ovunque sia possibile usufruire di una connessione Internet, anche al di fuori della canonica sfera dei computer. Ma dimostra anche quanto sia sentita la necessità, da parte di aziende come Sony, di dotare i propri dispositivi di connettività e funzionalità di comunicazione.
Via PiTelefonia
Vodafone: filtro su siti web non censurati 30 gennaio 2008
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Radicali.it, bloccato. Aduc.it, bloccato. Alcuni utenti hanno segnalato a PI Telefonia che dal proprio telefonino Vodafone non riescono a navigare in alcuni siti web e sul display compare il messaggio: “Le pagine da te richieste sono state bloccate da Filtro Famiglia”. La questione si guadagna l’attenzione della stampa, arriva all’opinione pubblica e monta la polemica. A parlarne sono, fra gli altri, quotidiani come Il Messaggero e il Corriere della Sera (edizione cartacea). Ma si fanno vivi anche i consumatori: ADUC pubblica un comunicato in cui lamenta l’applicazione del blocco del “Filtro Famiglia” di Vodafone anche sul sito dell’associazione: “Per liberarsene – osserva – occorre fare apposita richiesta. Questo accade non solo per il nostro sito ma anche per esempio, per quello di alcuni partiti politici come Radicali Italiani. Evidentemente la Vodafone ritiene il nostro sito a “contenuto sensibile”, cioè per loro non si addice alla famiglia”.
“A nulla valgono, a nostro avviso, le giustificazioni tecniche già addotte da questo gestore (la presenza di alcune parole fanno sì che il filtro si attivi), perché non si tratta di una scelta dell’utente, ma di una imposizione a cui si puo’ rimediare solo intervenendo successivamente” osserva l’associazione, che conclude: “Se Vodafone continuerà in questo comportamento non commetterebbe solamente un illecito contrattuale, ma anche un reato (a partire dalla diffamazione), oltre a ledere i diritti costituzionali sulla libertà di informazione. Di conseguenza interverremo con denuncia penale e civile, anche dopo aver documentato il comportamento di tutti gli altri gestori non solo sul nostro sito”.
Ma cos’è il Filtro Famiglia che, a quanto dice ADUC, sembra applicare una sorta di censura preventiva su determinati siti web? Vodafone, in questa pagina del proprio sito, lo presenta come “l’opzione che Vodafone ha pensato per rispettare la sensibilità tua o di un tuo famigliare limitando l’accesso ai servizi a contenuto sensibile. Attivare il blocco dei servizi è facilissimo – aggiunge l’operatore – Ti basta chiamare il 190 e richiedere l’attivazione di Filtro Famiglia”.
Un filtro a tutela dei minori, dunque, un servizio con adesione opt-in, ossia esplicita, e che per default dovrebbe essere dunque disattivato. Ma è veramente così? La redazione di PI Telefonia, con l’ausilio di utenze che non avevano trasmesso a Vodafone alcun tipo di richiesta per l’applicazione o la disattivazione dell’opzione, ha effettuato alcuni test di collegamento ad Internet via cellulare e i siti indicati si sono rivelati in realtà accessibili.
Sulla vicenda, Vodafone dichiara: “In merito a quanto sostenuto dall’ADUC, Vodafone Italia precisa di aver introdotto, prima in Italia, il Filtro Famiglia, l’opzione che, su esplicita richiesta del cliente, inibisce l’accesso a chat, forum di discussione e servizi a contenuto sensibile. Filtro Famiglia risponde in modo concreto alla preoccupazione comprensibile dei genitori di tutelare i loro figli nell’uso del cellulare e blocca in maniera automatica l’accesso agli indirizzi web dove il motore di ricerca rileva parole, frasi o immagini che possono colpire la sensibilità dei ragazzi. Il servizio consente quindi ciò che finora si poteva fare solo con software ad hoc sul computer e sta riscuotendo successo tra i nostri clienti”.
“Naturalmente – aggiunge l’azienda – Filtro Famiglia prevede un periodico aggiornamento degli indirizzi a cui consentire o limitare l’accesso indipendentemente dai contenuti, anche su segnalazioni specifiche dei nostri clienti. Sono in corso delle verifiche su quanto rilevato dall’Associazione”. I servizi che possono essere assoggettati al blocco del filtro sono questi. Come può essere accaduto che ad alcuni utenti fosse inibito l’accesso al sito dei Radicali Italiani e di ADUC? “Il Filtro Famiglia – spiega l’operatore a PI Telefonia – agisce sui servizi indicati e su tutte quelle realtà che hanno contenuti ritenuti non appropriati o vietati ai minori. Per questo motivo potrebbero ricadere nel filtro anche siti normalmente consentiti se, ad esempio, ospitano forum in cui vengono inseriti commenti che contengono termini contrari al buon costume o a sfondo sessuale”.
E l’attivazione del filtro? L’idea è che vi possano essere casi di attivazioni inconsapevoli, ad esempio, all’atto dell’attivazione della SIM card dell’utente o di altri servizi. In ogni caso, Vodafone ha dichiarato che il Filtro prevede un aggiornamento periodico anche su segnalazioni dei clienti. È verosimile prevedere, dunque, che il problema possa vedere presto una soluzione.
Via PiTelefonia